Leggere a scuola

Giuseppe Sangregorio

Educare alla lettura fin da piccoli sviluppa la fantasia

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E’ opinione ormai consolidata degli esperti di psicologia infantile e dei pedagogisti moderni che la fantasia dei bambini inizi a svilupparsi precocemente. Più precisamente già da sei a dodici mesi sono sensibili ai suoni, ai ritmi e alla voce cadenzata.

Perciò, le loro prime letture devono essere adeguate all’età: per esempio, le  prime ninne nanne, le filastrocche, le canzoncine ben scandite per cullarli mediante la musicalità delle parole e per far sì che  crescano in maniera sana ed equilibrata.

A tal fine gli adulti possono proporgli i libri adatti alle loro capacità tattili e visivi, per esempio sotto forma di giocattoli purché la lettura sia fatta alta voce. Da un anno a due di vita essi sono stimolati dai libri contenenti illustrazioni, figure nitide, agevoli, da sfogliare e con avvenimenti che si adattano ai vari momenti della giornata: risveglio, pasti, gioco, bagno, sonno, che  possano dare dei punti di riferimento temporale tramite personaggi quali folletti, fate, gnomi.

Il libro a questa età è un’esperienza importante a livello  uditivo, visivo, tattile ma anche di emozioni – gioia, timore – di valori morali, ossia di messaggi educativi. E’ proprio a quest’età che la lettura ad alta voce deve essere costante per pochi minuti dopo i pasti, prima del sonno pomeridiano o notturno.

Naturalmente in un contesto sociale e culturale come l’odierno, caratterizzato dalla velocità e dagli impegni quotidiani, molto spesso lo sviluppo della fantasia viene delegato dai genitori in età prescolare alla tv, ai videogiochi i quali non stimolano la fantasia o la creatività del bambino; al contrario li abituano a vivere passivamente il loro tempo senza nessuna interazione.

Invece, i piccoli per crescere armonicamente devono imparare a toccare, a sperimentare personalmente. Così, attraverso la parola dell’adulto proferita ad alta voce – affinché l’esperienza dell’oggetto-libro si associ alla memoria del racconto – i bambini fanno le  prime esperienze. Per fare un esempio concreto, la favola di Cappuccetto Rosso, letta ad alta voce, consente  loro di immaginare il personaggio favolistico e le varie situazioni descritte: il lupo che divora Cappuccetto Rosso  permette di creare nella fantasia le dimensioni della bocca dei denti, del colore dell’animale a seconda della capacità fantastiche dell’infante stesso.

Com’è facile capire, dunque, la lettura educa anche allo sviluppo della fantasia e può essere considerata un universo magico dei piccoli attraverso il quale acquisiscono la vasta gamma dei sentimenti umani quali l’amore per gli altri, la pietà, la fiducia, l’innocenza, lo stupore, la paura ecc., all’opposto di altri strumenti moderni che a volte possono danneggiarli, come testimoniano spesso le cronache dei mezzi di informazione. Dunque, per educare i piccoli alla lettura, tocca innanzi tutto ai genitori abituarli facendo scoprire ai propri figli le sue potenzialità.

25 gennaio 2014

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Commenti
  • Giulia Ross

    Grazie di cuore a Marianna e Liber per questa bellissima recensione! <3

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Giuseppe Sangregorio

Giuseppe Sangregorio è nato nel 1947. E’ laureato in Lettere e ha insegnato nelle scuole medie superiori. In qualità di giornalista pubblicista ha collaborato al Giornale, al settimanale Famiglia Cristiana e al mensile Letture. Attualmente collabora al quotidiano on line L’Intraprendente. Ha pubblicato il romanzo Senza Radici (Ed. Pellegrini, 1983), i volumi di versi Parole di vita(Edizioni Del Leone, 1991), Sassi (Edizioni La vita felice, 2013).

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